La Storia

Il Palazzo, che si affaccia su piazza Bologni, nel centro storico della città di Palermo, venne realizzato negli ultimi anni del Settecento con la partecipazione dell’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia. Divenuto proprietà del Principe di Belmonte Giuseppe Emanuele Ventimiglia e Cottone, fu in seguito acquisito dal Principe di Pandolfina. Nel XIX secolo passò al Barone Riso, il cui stemma, opera del Marabitti, è ancora oggi visibile sul portale d’ingresso. L’edificio subì dei crolli dovuti ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, che cancellarono per sempre importanti testimonianze pittoriche di Cotardi, Velasco e Patania, oltre al grandioso affresco “La Fama” di Antonio Manno, che ornava il salone da ballo, lungo quanto l’intero fronte dell’edificio

Il primo intervento di restauro del Palazzo, effettuato dall’Amministrazione Regionale a metà degli anni Novanta, ha consentito il recupero filologico di alcune parti dell’edificio, la ricostruzione degli orizzontamenti (volte, solai, coperture), la riqualificazione degli ambienti, delle due ampie corti assiali, nonché la riorganizzazione dei percorsi interni. Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro (22 giugno 2004) per la realizzazione in Sicilia del “Progetto di diffusione e promozione dell’arte contemporanea nelle regioni del Sud d’Italia”: Sensi Contemporanei, nel gennaio 2006 sono stati avviati i lavori di riconfigurazione architettonica dell’ala settentrionale del Palazzo, secondo un progetto di “restauro filologico” elaborato e diretto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo che, nel rispetto del valore storico e architettonico dell’immobile e in congruenza con la nuova destinazione d’uso, consentirà di ampliare gli spazi espositivi del Museo. Con risorse “POR 2000 – 2006” e fondi del bilancio del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e Ambientali, nel corso del 2008 è stato realizzato l’allestimento museale e quello dei servizi aggiuntivi (caffetteria e book-shop).

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