Lo Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia
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Cara Sandra Virlinzi forse bisogna essere nati a Catania, col mare di Catania, col cuore di Catania, bisogna essere giovani e belle, bisogna essere molto protetti dalla famiglia, per sfidare il dolore e rappresentarlo camuffato da ironia, con disegni delle avversità che fanno ridere invece di fare paura. Peggio per chi non capisce quanto amore si nasconde sotto queste lacrime segrete: sono un po' lacrime di paura, quella che viene quando si crede troppo in qualcosa. Per questa paura non c'è rimedio, tranne un enorme coraggio per affrontarla, e magari farsi aiutare un po' dalla cosiddetta fortuna, che non possiamo non avere, magari poca, pochissima riservata alla nostra storia. Ma per trovare il coraggio una ragazza, una donna, giovane o vecchia, bella o brutta, di una cosa soltanto ha bisogno: di un po' di amore, di non essere tradita dalla vita prima che da un uomo. Fernanda Pivano
Sandra Virlinzi ha sino ad ora alternato campionari di pupazzetti horror, "deliziosamente" assemblati su fondi colorati con maliziosa sapienza decorativa, a vere e proprie scene di genere dove ambienti, arredi, personaggi, sono sottoposti a un trattamento violento: schiacciati, distorti e "stirati" da una pesante linea nera di contorno (quasi una xilografia) che sottolinea e innesca un procedimento di deformazione caricaturale. L'effetto è ludico, giocoso, spiazzante. Questa scelta di sostituire alla convenzione del dimensionamento prospettico l'arbitrarietà di scala del sogno o dello scherzo consente all'artista di liberare la vena più felice di una creatività che prende spunto dagli automatismi del segno (di cui gremisce i fogli preparatori) e dalla più o meno casuale e calcolata associazione analogica e fantastica di forme che vanno a costruire un moderno e irridente alfabeto ideogrammatico. Sandra Solimano
"....I giovani artisti del gruppo Ultrapop eleggono un look ultracolorato e ultrapiatto, a metà tra il cartoon e il segnale stradale, tra la sintesi pubblicitaria e il racconto fumettistico, tra la levigatezza fantascientifica e l'istantanea scandalistica, tra il paradiso dei bimbi e l'inferno dell'horror, tra il rito pio dell'immagine sacra e l'aggressiva irritualità dei graffiti murali. Linguaggi visivi ultrapopolari, alla prima occhiata comprensibili a tutti - lo slang in cui sono (siamo) cresciuti, l'ambiente visuale che frequentano (frequentiamo) giorno dopo giorno. Finalmente, il terzo momento del criterio interpretativo ultrartistico intreccia e spariglia significati e significanti per esprimere una torrenziale condivisione di amore-odio con il tempo che ci è capitato di abitare. Non si può rinnegare il proprio humus, ma si avrà anche il diritto di coltivarne un'opinione contraddittoria, e pure contraria, o no? È quanto fanno i tre, sfrontatamente interrogativi. Porsi domande, in un momento storico in cui si vorrebbe ricorrere solo a facili risposte, è già un atto quasi rivoluzionario. È abbastanza rivoluzionaria, allora, Sandra Virlinzi, quando guarda al mondo femminile con la lente lucida dell'appartenenza diretta al club, affettuosa ma senza nulla amnistiare al suo sesso (né a tutti gli altri).....tutti impegnati e mobilitati alla fasulla ricerca di un'identità personale che non c'è più, che non c'era mai stata. L'arte Ultrapop non fugge dalla realtà, la affronta con il coraggio e l'incoscienza dei giovani, come si deve, come si dovrebbe: insegna una strada dimenticata alla vile consapevolezza dei troppo adulti. Ferruccio Giromini
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