Francesco Spampinato



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La mia ricerca si basa sul potenziale estetico del cervello come apparato per costruire e capire lo spazio e la realtà. Sono interessato al modo in cui il nostro cervello percepisce la realtà in un’era in cui la realtà è soppiantata da una nuova serie di livelli di lettura. Per questo, sono interessato ad ogni forma di alterazione cerebrale come quella indotta da droghe, forti emozioni, ipnotismo, ogni alterazione indotta dal cervello stesso o provocata da una situazione esterna come un’esplosione o un qualsiasi evento repentino capace di modificare il modo in cui leggiamo lo spazio attorno a noi. Il mio lavoro non è media-specific. Anche se inizialmente molto interessato alla pittura, adesso mi sento più coinvolto in diversi generi di pratiche relazionali come la performance e la scrittura. I miei studi sulla pittura, tuttavia, si sono rivelati lo stadio preliminare di una complessa ricerca sullo spazio in generale, una ricerca che mi porta oltre i normali confini di una disciplina specifica lavorando qualche volta vicino alla neuroscienza, alla chimica, alla sociologia o all’occultismo. L’appropriazione è diventata nel tempo sempre di più una strategia, un mezzo per processare la mia cultura cercando di veicolare l’attenzione degli spettatori facendo riferimento a immagini e simboli con cui sono familiari, di cui si sorprendono o di cui si vergognano.

Francesco Spampinato




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