Francesco Impellizzeri



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Sin dalla fine degli Ottanta, Francesco Impellizzeri, indifferente alle tendenze artistiche circostanti (e anche per questo assai lungimirante), non sempre a lui favorevoli, crea personaggi-icona, li interpreta e in seguito li fotografa. Sin dai primi travestimenti non teme di distinguersi per una scintillante appariscenza: i suoi personaggi, come Unpopop (prototipo del cantante di grido) e Lady Muk (modello di modaiola drag-queen) creano uno spiazzamento estetico: sono stars sconosciute eppure familiari, poichè eredi clonate ed estrapolate da un mix mediatico impazzito. Come sintetizza perfettamente il suo ultimo video (Videoclippami 2001), in cui si conferma il suo talento come autore a tutto tondo. In Videoclippami, oltre ad essere autore e cantante del brano "Mmuuuoviti!" del '93 (musica di Stefano Savi Scarponi), veste i panni di tutti i personaggi, moltiplicandosi all'infinito in quattro compressi e fluidi minuti, nei tipi di un quotidiano al limite fra pudicità e trasgressione. La musica, con il suo ritmo incessante, accompagna l’infinita galleria di tipologie, ben sedici, che si rincorrono, fra siparietti quotidiani e lo sfondo neutro di una soglia bianca. Il loop con cui viene proposto ne esalta le caratteristiche ritmate, da carosello paradossale, in una rincorsa di luoghi comuni dissacranti e ironici. Capace di creare dal nulla i suoi personaggi, di interpretarli e farli interpretare, costruendo performance complesse e contornandosi spesso di oggetti di improbabile ‘vezzosità’ post-tecnologica, Francesco Impellizzeri mantiene costante in tutte le fasi il tasso di ironia e ilarità. Tanto essi appaiono estremi, assolutamente esilaranti e grotteschi, da raggiungere nel breve volgersi della performance o del video il grado di icone contemporanee non sempre 'eticamente corrette', travolte da visibili ‘imperfezioni’ (come il maschio in dolce attesa di Videoclippami e Diva Divina mentre si accovaccia, rompendo il magico incanto), poiché divoratrici inconsapevoli di tutti gli stereotipi prodotti negli ultimi decenni dai mass media. L’ultima fase del suo lavoro riguarda la memoria delle azioni e dei protagonisti, che si deposita e rimane grazie agli scatti fotografici. Tante e accuratissime sono le tecniche adottate dall’artista: dall’acquarello e acrilico sul tessuto alla pittura su tela o su vinile, sino alla fotografia del personaggio, spesso simile ad un tableaux-vivant (S.P.Q.R. Family). Per tutte le soluzioni un’unica ‘base’, rappresentata dalla cornice, di volta in volta intonata al soggetto, ma sempre spessa, colorata, imbottita e morbida. Un contenitore audace, che trattiene definitivamente le icone del cinema e della notte, i boys trasgressivi (RinkoBoy), e anche le portinaie, le signore al mercato e le giovani “Miss Itaglia”, che si animano al ritmo di queste ultime performance cantate, teatrali e ‘trasgressive’, ricche di attitudine analitica e trasformistica. Ideate anche per far riflettere, ancora una volta, sul limite di un’identità sessuale talvolta volutamente stereotipata.

Claudia Colasanti




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