Alessandro Piangiamore



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Il mio lavoro si basa sull’equivoco che si crea in quello spazio vuoto o buco che esiste tra l’apparenza delle cose e delle loro potenzialità. L’obiettivo principale del mio lavoro è la creazione di una sorta di cortocircuito tra la realtà ed una dimensione immaginaria. Sono interessato ad esplorare l’idea di verità come un concetto incerto dunque mai assoluto É nel reame della sua relatività che agisce il mio lavoro scatenando provocazioni che riguardano le inaspettate possibilità visive ed interpretative. Sono inoltre interessato all’idea di Limite inteso come qualche cosa impossibile da superare nè fisicamente nè mentalmente . Un altro tema fondamentale nei miei lavori è il concetto di Gravità. Quello che intendo per Gravità non riguarda soltanto il fenomeno fisico ma anche una specie di attrazione che è al tempo stesso emotiva ed intellettuale del tipo che si prova verso qualche cosa di sconosciuto intrigante e non immediatamente identificabile. Il mio lavoro non ha a che fare con le certezze piuttosto istiga al dubbio; ironia tensione e disagio sono le componenti che possono creare queste circostanze. Questi sono elementi strettamente connessi l’uno all’altro ma come? Concependo il mio lavoro come una specie di ipertesto nel quale ciascun elemento è collegato ad una molteplicità di altri creando un network tra ognuno dei miei lavori in un costante gioco di rimandi incrociati. Allo stesso tempo ciascun lavoro mantiene un’ autonomia formale e concettuale che gli permette di avere una vita propria. Questo approccio si è andato strutturando sempre più negli ultimi anni dando vita ad un lavoro soprattutto focalizzato sui tre elementi menzionati in precedenza. L’Ironia ha un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei miei obiettivi: spesso espressa nei titoli dei miei lavori ne mina l’apparente austerità accompagnando lo spettatore in un terreno inaspettato. Un altro strumento che utilizzo è l’intrusione intesa come l’abilità d’insinuare qualche cosa senza fare troppo rumore. Creo i miei elementi quotidiani in modo da eludere la visione diretta delle cose e mantenere un equilibrio instabile tra l’apparente certezza di una facile ed immediata verità e il desiderio di creare una specie di instabilità psicologica di quanto viene espresso.

Alessandro Piangiamore

 




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