Filippo La Vaccara



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Attraverso diversi espedienti come fotografia, disegno, appunti e anche l'uso della memoria, "colleziono", archivio e registro immagini e suggestioni che trovo intriganti, che voglio approfondire, e che costituiscono il punto di partenza per lo sviluppo e la realizzazione di scene e sculture dipinte.

Mi piace "mettere a fuoco" ciò che mi interessa, perciò negli ultimi lavori tendo a definire le immagini fino ad offrirne una lettura nitida.

Ma ciò che riusciamo a leggere con facilità nasconde substrati più profondi, inspiegabili.

E anche dietro un'apparente ironia e leggerezza si cela una componente esistenziale più inquieta.

La cosa che più mi interessa delle opere è il silenzio che si crea attorno ad esse, il vuoto.

Lo sguardo che si apre nei dipinti è piuttosto solitario e un po' fuori dal tempo.

Se da un lato la concretezza delle sculture e dei quadri appartiene al mondo sensoriale al quale mi sento radicato, vincolato, dall'altro le scene e i personaggi dei lavori aspirano ad una dimensione più sottile.

Quindi per me c'è un andirivieni dall' "alto" verso il "basso" e viceversa.

Per questo vedo l'opera come uno strumento di elevazione, che appartiene fortemente sia al cielo che alla terra.

 

Filippo La Vaccara

 

 




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